Un perfetto idiota
«Franco Malanima’s writing is approachable and warm. I couldn’t put it down.»
―Gary Lovely, THE HARPOON REVIEW
«An entanglement of relationships across two countries.»
―Andrew Singer, TRAFIKA EUROPE
Un perfetto idiota esplora i temi delle relazioni umane, della responsabilità e della speranza in un domani migliore. In questo romanzo commovente, incontriamo un guardiano notturno che lavora in una casa famiglia nel sud della Francia, prendendosi cura di bambini rimasti senza genitori. Con loro crea un legame speciale, in particolare con la piccola Odette, sei anni, grandi occhi azzurri e un sorriso indimenticabile; e stringe un’amicizia profonda con Meli, un’assistente sociale.
Meli Montreux ha vent’anni e si sente insicura e ignorante. Vuole cambiare la propria vita. È così che si lascia risucchiare in un’operazione di riciclaggio di denaro. La trama centrale ruota attorno a questa bizzarra attività illegale: stampare sei milioni di euro in tre giorni.
In Italia, Meli incontra una vecchia prostituta argentina, la signorina Rosario Rossi, dotata di una filosofia di vita piuttosto originale. Rosario aiuta Meli a ritrovare la fiducia in se stessa e rincontra il suo primo amore, don Vito Palladino, divenuto nel frattempo un parroco irriverente, indegno di rappresentare la Chiesa.
Tutti i personaggi sono eccentrici, ma sono anche orfani o abbandonati. La loro infanzia spiega le loro azioni. La piccola e saggia Odette, con il suo inseparabile gatto nero nascosto nello zaino, diventa custode delle informazioni che salveranno tutti. Grazie alla fuga di Odette, i destini dei personaggi si intrecciano, permettendo loro di dare finalmente un senso alle loro vite incompiute. Attraverso i loro dialoghi emerge la forza e la fragilità dell’essere umano di fronte alle difficoltà, mentre il racconto affronta la dolorosa realtà dell’abbandono infantile e il delicato equilibrio tra il dire la verità e l’offrire conforto.
Un perfetto idiota è un romanzo che invita a guardare oltre le apparenze: con lo sguardo di un antieroe grottesco eppure profondamente umano, rivela la bellezza e la fragilità delle vite emarginate, ricordando l’empatia di Fredrik Backman e l’umanità lirica di Kent Haruf, con un’ironia esistenziale che ne fa un’opera unica nel panorama contemporaneo. Ricorda anche I romanzi di Michele Prisco, in cui si ritrova nell’infanzia la chiave di tutto.
