La festa dei matti
«Immagini di grande impatto.»
―Giampiero Dalle Molle, INCHIOSTRO
«Il racconto di chi ha colto il contrasto insanabile che oppone da sempre scrittura e vita, parola e impulso; ne emerge un quadro disarmante: lo scrittore è una persona vigliacca, opportunista e sacrificata al gioco continuo della forma e della trama, in una sorta di sperimentazione sulla propria pelle, un individuo destinato alla perpetua insoddisfazione. Coinvolgente e istruttivo.»
―Barbara Pezzopane, STORIE ALL WRITE
Mario Delnudo è un po’ artista e un po’ folle (ma c’è forse differenza?) Napoletano, Mario cambia spesso dimora e lavoro, in un’irrequieta ricerca del piacere e dell’ispirazione – che spesso coincidono – tradendo tutti a eccezione della letteratura. Fa il guardiano notturno, poi apre uno studio di fotografia; quindi, si imbarca su un mercantile, dopo di che finisce in un vecchio convento adibito a manicomio – in un’epoca in cui i manicomi dovrebbero essere ormai chiusi – e infine ritrova l’imperfetto equilibrio con se stesso, o più precisamente con la propria sessualità.
Un romanzo irriverente e provocatorio, che ribalta i tradizionali modelli patriarcali: il latin lover è in realtà un uomo incompleto, acerbo, mentre le donne di questa storia, indipendentemente dalla loro età e dalla loro professione (troviamo ballerine, madri single, postine, marinaie, suore, prostitute e imprenditrici), mostrano una maturità, una forza e una consapevolezza di sé che lui può solo ammirare.
Le peripezie di Mario, antieroe per eccellenza, si mescolano a temi che dissezionano il panorama sociale e culturale italiano degli ultimi decenni, attraverso una serie di sottotrame che strizzano l’occhio al giallo e al romanzo d’azione, in cui la diversità viene finalmente normalizzata: la corruzione ecclesiastica e politica; la malattia mentale; il diritto d’autore; la commercializzazione dell’arte. Sottotrame che permettono a Mario di guidare il lettore per mano fino all’epilogo sorprendente.
