Marealto
«Flâneur disincantato, straniero a se stesso, libertino incorreggibile, il nostro Giò Marealto. Insomma, un po’ Palomar, un po’ Mersault, un po’ visconte di Valmont.»
—Domenico Notari
«Dei personaggi femminili indimenticabili.»
—Rino Mele
Gio Marealto è un cardiochirurgo di successo. Lascia l’Italia dopo essere stato coinvolto in un’inchiesta per omicidio colposo e si rifugia in Francia. Il romanzo segue il suo attraversamento morale. Gio è un uomo che ha imparato a considerare ogni legame come una minaccia, ogni affetto come una perdita annunciata. Non ferisce per crudeltà, ma per difesa; non sceglie, lascia che gli eventi accadano, e in questo lasciar accadere si consuma la sua colpa. Intorno a lui ruotano tre donne, protagoniste indiscusse, ciascuna un complemento delle altre, e soprattutto ciascuna specchio di una vita mancata. Resi, prostituta per scelta, ballerina per vocazione, lo segue dall’Italia: Resi è indomabile, sboccata, libera, capace di un amore coraggioso, e forse l’unica a intuire che la salvezza passa dal dolore. Galatea, ricca ereditiera reduce da un matrimonio soffocante, gli chiede un figlio, e Gio accetta come si accettano le cose irreversibili, senza interrogarsi sulle conseguenze. Poi gli chiede di partecipare a un’operazione illegale di ricettazione di pietre preziose, trascinandolo ancora più a fondo in una spirale di cinismo e crudeltà. Infine Eda, moglie e amica di giochi. Eda è incinta, guarda i cartoni animati, distesa sul fianco sinistro come le è stato consigliato dal medico, un vero medico, mentre aspetta qualcuno che non ritornerà. Gio non sa amare. Abbandona prima di essere abbandonato. Gli eventi precipitano verso un ultimo capitolo, inevitabile. E mentre la storia di ogni più piccolo personaggio, anche dell’anonimo passante, viene tracciata a dimostrazione che tutti, tranne lui, hanno un passato da raccontare, a Gio Marealto non rimane che un futuro segnato dalla solitudine e dall’impossibilità di tornare indietro.
